L’Universo può essere visto come una battaglia fra i sistemisti, che cercano di realizzare sistemi a prova d’idiota, e Dio che crea idioti sempre più sofisticati.
Inutile dire che, per ora, Dio sta vincendo.
(Autore Anonimo)
L’Universo può essere visto come una battaglia fra i sistemisti, che cercano di realizzare sistemi a prova d’idiota, e Dio che crea idioti sempre più sofisticati.
Inutile dire che, per ora, Dio sta vincendo.
(Autore Anonimo)
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Domenica 6 aprile ho disputato la prima prova valida per il circuito Prestigio 2008.
Si tratta della 12° edizione della Granfondo Selle Italia - Via del Sale con partenza a Cervia, in Romagna, e tre percorsi di diversa lunghezza e difficoltà. Io, per puntare al Prestigio 2008, sono obbligato a portare a termine il percorso lungo di 153 km e circa 2200m di dislivello, ormai invariato da anni.
Come ogni weekend di granfondo, trasferimento in auto il sabato, ritiro del pacco gara, sgambata nei dintorni di Cervia, cena in albergo e a letto presto.
La sveglia suone impietosa alle 6.00. Colazione abbondante e chiacchierata con un altro ciclista che punta al percorso lungo.
Mi reco in griglia abbastanza presto, ma già ci sono parecchi ciclisti. Rispetto al 2007 ho un pettorale più basso (1262) e sono abbastanza avanti come griglia.
La partenza è puntuale alle 8.00 e, come ormai sono abituato, a ritmi indiavolati dal primo chilometro. Si viaggia in gruppo ai 45 km/h di media.
Qualche ciclista mi supera da dietro, altri ne supero io e nei primi 30 km di pianura si formano i primi gruppi. Il percorso infatti prevede 30 km piatti in cui i ciclisti si allontanano dal mare e si dirigono verso gli appennini. Fatte un po’ di salite, si torna indietro percorrendo altri 30 km di pianura.
Ricordando la “cotta” dell’anno scorso cerco di non forzare mai troppo in salita e di alimentarmi nei momenti giusti. Quest’anno infatti non vado in crisi negli ultimi chilometri di salita.
Nel corso della granfondo incontro un po’ di ragazzi del forum: CarbonIena, Peval, Hard_Climber, Clodovico
Alla fine arrivo 270° su 1868 classificati sul percorso lungo, mentre il tempo impiegato è di circa 4h 50′.
L’anno scorso, seppure più avanti con la preparazione e più “tirato” in termini di peso e muscoli, ho impiegato qualche minuto in più ed ero arrivato 367°, per colpa di una crisi di fame e stanchezza nel tratto di pianura finale.
Non posso che essere contento di aver iniziato il Prestigio così bene, anzi spero di non averlo iniziato troppo bene e pentirmi quest’estate.
Come ultima nota: quest’anno l’organizzazione è peggiorata rispetto al 2007. Alcuni episodi significativi
Spero proprio che nei prossimi anni non accadano più episodi del genere, altrimenti penso di abbandonare questa granfondo.
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Come ogni anno, allo scattare dell’ora legale, abbandono i rulli (per fortuna!) ed inizio a pedalare all’aperto anche la sera dei giorni feriali.
Stasera prima uscita di circa 40 km con tre ripetizioni di una salita molto vicina a casa (per i bresciani: Colle di S. Giuseppe) ed un po’ di pianura per sgambare un po’, visto che nel weekend ho fatto molti km e molta salita.
Fa sempre piacere un po’ di attività fisica dopo una giornata di lavoro: se è all’aperto e il clima è giusto (nè troppo freddo nè troppo caldo) ancora meglio.
Domenica prossima sarò a Cervia per la prima delle granfondo del circuito Prestigio. Il dislivello (2200m) l’ho già superato in allenamento; per la distanza invece sono arrivato ad uscite di circa 140 km, mentre la gara sarà di 156 km.
Spero di averne abbastanza per finire la granfondo in modo decente.
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Ho dedicato il weekend pasquale al ciclismo, tra alti, bassi e vicissitudini varie.
Sabato ho percorso uno dei classici giri di allenamento che prevede 5 salite in sequenza:
Si tratta di salite tutt’altro che impossibili, ma messe insieme diventano interessanti.
Il workout è stato positivo, anche se sul passo del Termine ho beccato la neve. Molto spettacolare! Alla fine ho fatto 130 km con 2000m di dislivello
Domenica di Pasqua invece ho preso tanta tanta tanta pioggia: la temperatura era di circa 3 gradi e indossavo il completo lungo ma primaverile. Superfluo dire che mi sono letteralmente congelato.
Lunedì di Pasquetta invece un classico giretto di 115km tra basso lago di Garda e Valtenesi. Dislivello quasi nullo (500m).
Il freddo non accenna a diminuire, ma spero che per il prossimo fine settimana le condizioni migliorino: devo fare l’ultimo lungo prima della granfondo Selle Italia!
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Oggi, 15 marzo 2008, come ormai faccio tutti gli anni, ho percorso il classico itinerario che considero come test di ingresso per tirare le somme del lavoro di fondo e di ptenziamento invernale; prima di inziare a fare sul serio con le salite.
Il percorso è sempre lo stesso.
Partenza da casa a Concesio e risalita della Valle Trompia fino a Gardone, dove svolto per iniziare la prima salita: Gardone - Passo dei Tre Termini, 8 km al 4.8% medio. Si tratta di una salita facile, fredda perchè il tratto iniziale è all’ombra e a tratti noiosa. Ma la considero un buon modo per scaldare le gambe. La percorro in poco meno di 25 minuti (931 m/h di VAM, what a shame…)
Poi lungo tratto di pianura da Iseo a Pisogne, costeggiando il lago d’Iseo.
Lì inizia la vera salita di giornata: Pisogne - Passabocche, 15 km al 7.4% con punte del 14%.
Questa è una delle mie salite preferite di tutta la provincia bresciana: oggi l’ho percorsa in 57 minuti e 11 secondi, a circa 1160m/h di VAM (qui si inizia a ragionare). Il mio record su questa salita è di 56 minuti netti, ma non l’ho mai fatta a tutta. Come riscontro, l’anno scorso l’avevo percorsa in 58′20″.
Da Passabocche scendo in Val Palot e mi ricongiungo alla salita che porta al colle San Zeno, percorrendone gli ultimi 5 km: pochi ma intensi. In questo tratto di salita di solito non prendo riferimenti cronometrici ma guardo solo le sensazioni fisiche. Quest’anno, rispetto al 2007, ho faticato di meno e mi sono divertito di più, soprattutto per la presenza della neve ai lati della strada (e a volte anche in mezzo alla carreggiata).
Dal Colle San Zeno scendo in Val Trompia: la discesa è fredda e a tratti bagnata e la prudenza è d’obbligo.
Dalla fine della discesa percorro la classica statale 345 e chiudo l’anello scendendo verso casa.
In totale ho fatto 111 km per 2070m di dislivello.
Non posso che essere soddisfatto, se penso che, rispetto all’anno scorso:
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Dopo tanto tempo riprendo a scrivere.
Sono qui a raccontare il disastroso esito della Granfondo Città di La Spezia, alla quale ho partecipato il 9 marzo in compagnia di tre compagni di squadra: Matteo, Mauro e Pietro.
Siamo partiti da Brescia alle 6.45 e dopo un paio di ore di autostrada siamo arrivati a La Spezia.
Ritiriamo i pacchi gara ed iniziano a scendere le prime gocce di pioggia. Ci vestiamo e partiamo con spirito poco agonistico (ci facciamo una passeggiata in compagnia senza rischiare l’osso del collo). Ancora prima di entrare in griglia buco.
Grazie all’abilissimo Pietro il cambio gomme è più rapido del pit stop della Ferrari.
Entriamo nella nostra griglia e attendiamo il via: le griglie vengono aperte e il gruppo dei ciclisti si compatta avanzando di qualche decina di metri. E mi ritrovo con la gomma posteriore nuovamente a terra. Mi metto in parte per cambiare la camera d’aria mentre il gruppo parte e sfila via. I compagni, molto gentilmente, mi aspettano qualche metro più avanti.
Passo sotto lo striscione di partenza per ultimo (spero sia la prima ed ultima volta).
Sulla prima salita, la Litoranea, ognuno di noi sale col proprio passo: recupero e sorpasso non pochi ciclisti delle retrovie.
In cima alla salita ci ritroviamo insieme per decidere il da farsi: nel frattempo ha iniziato a piovere più seriamente e il fondo stradale è adesso parecchio bagnato e scivoloso. Decidiamo insieme di ritirarci e di scendere direttamente verso l’auto. Ci cambiamo, andiamo al ristoro finale, mangiamo e partiamo verso casa.
Il pomeriggio, non contento dei “ben” 18 km percorsi sotto la pioggia, mi metto sui rulli per un’ora e mezza a scaricare la rabbia per una giornata così storta.
Spero di aver dato con la sfortuna e le avversità per il 2008!
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E buona la prima!
Con setttimane di ritardo, eccomi qui a raccontare la prima delle granfondo in programma per quest’anno: la Granfondo Laigueglia - Pedalando Con Michele Bartoli e Moreno Argentin, svoltasi il 10 febbraio 2008 in quel di Laiguegli.
Il weekend è iniziato sabato 9 febbraio col viaggio in compagnia di tre compagni di squadra (Matteo, Oscar, Piero) con relative famiglie/morose. Come al solito sono l’unico single della compagnia (…)
Nel pomeriggio abbiamo sistemato le nostre cose nelle stanze e siamo andati a fare un giro per il paese; solita cena con primo e secondo e poi a nanna.
Per una volta ho potuto regolare la sveglia su un orario umano, visto che la partenza era alle 10.00: abbiamo preparato le biciclette e scattato le fotografie di rito.
In griglia abbiamo i numeri intorno al 1075, che ci pone a circa metà schieramento dei quasi duemila iscritti.
G9ià poco prima della partenza la temperatura si alza e mi rendo conto che il giubbino windostopper indossato è decisamente troppo pesante.
La partenza, come da standard, è stata al fulmicotone, con i primi 30 km a media elevatissima (40-45 km/h).
Recupero un po’ di posizioni ma fatico un po’: sono già tutti in palla i partecipanti, e siamo solo al 10 febbraio.
I primi chilometri sono da incubo sulla strada litoranea con rotonde, automobili immesse sul percorso, etc..
In salita sudo le classiche sette camicie, sia perchè cerco di tenere un buon ritmo, sia perchè sono vestito troppo pesante.
Per fortuna riesco ad arraffare due bottiglie d’acqua al volo ai ristori ed evitare i crampi che quasi sicuramente mi avrebbero afflitto.
La discesa del Ginestro è a tratti viscida e cerco di non cadere, perdendo qualche posizione.
Arrivo in fondo senza disputare un inutile sprint e mi accorgo che l’organizzazione mostra evidenti limiti per quanto riguarda il ristoro: non c’è nulla una volta tagliato il traguardo.
Forse sono abituato troppo bene dalle organizzazioni delle granfondo facenti parte del Prestigio, che non fanno mai mancare ogni sorta di cibo e bevanda subito dopo il traguardo, ovviamente offrendo poi anche un adeguato pasta party.
Pasta party, ecco l’altro punto dolente di Laigueglia: disorganizzato e posto in un locale troppo piccolo per duemila ciclisti: in una gara relativamente corta e veloce i distacchi tra i ciclisti sono minimi e non c’è lo scaglionamento dei ciclisti tipico delle granfondo più lunghe ed impegnative.
Non siamo riusciti ad entrare al pasta party e abbiamo optato per focaccia e dolci in uno dei locali di Laigueglia.
Tirando le somme:
Ecco i dati tecnici della granfondo:
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Non potevo aspettare oltre: la nuova bici andava testata in salita!
Ieri, in compagnia di un compagno di squadra, Oscar, ho fatto un giretto di 117 km sul lago di Garda: a Gardone Riviera abbiamo attaccato la salita del S. Michele. Si tratta di una salita molto conosciuta dai ciclisti delle zone del Lago e della Valtenesi in quanto non è particolarmente impegnativa nè lunga. Ed inoltre è all sole, cosa che non dà mai fastidio in inverno. La salita sale di circa 310m di dislivello e l’abbiamo percorsa piano piano (21 minuti circa). Siamo scesi e ci siamo inoltrati in una serie di saliscendi tipici della VAltenesi per poi tornare a Brescia. Lì abbiamo svoltato per salire in Maddalena, ma ci siamo fermati a circa metà salita, come domenica scorsa. Stavolta però avevo il contachilometri e, per provare a forzare un po’ ho staccato Oscar e sono arrivato al S. Gottardo in 16′25″ (circa 920 m/h di VAM).
Oggi invece ero da solo e ho percorso uno dei miei soliti percorsi invernali con saliscendi in Franciacorta sul basso Lago d’Iseo. Ho deciso poi di provare la prima salita medio-lunga di stagione: la Iseo-Polaveno. Lunga circa 9 km, sale di 510m di dislivello: l’ho percorsa in 29′00″, ad una VAM di circa 1001 m/h. Nella discesa ho optato per scendere da San Giovanni e non da Gombio, per evitare una strada particolarmente in ombra, fredda e in questo periodo, sempre bagnata o ghiacciata. Sono poi sceso a Ome, Rodengo, e rientrato a casa.
In totale ho percorso 125km per 1165m di dislivello in circa 4h17′. Alla fine dell’uscita ero un po’ stanco ma le sensazioni sono state buone soprattutto in salita.
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Come annunciato ieri, oggi sono uscito con alcuni compagni di squadra.
Ritrovo alle 8.30 in zona Mandolossa, abbiamo preso la provinciale che porta a Provaglio e poi abbiamo percorso il periplo del lago d’Iseo in senso orario, in modo da restare al sole passando prima per la sponda bergamasca.
Eravamo in sei e grazie ad un po’ di motivazione agonistica e ai cambi più o meno regolari (che hanno interessato solo tre di noi) siamo andati abbastanza forte.
Alla fine siamo rientrati a Brescia, dove ci siamo divisi, ognuno diretto a casa propria: non essendo del tutto stanco ho deciso di mettere alla prova la mia nuova bici su una salita. Mi sono diretto quindi sulla salita classica dei bresciani: la Maddalena.
Le gambe erano un po’ affaticate e ho deciso di percorrerne circa metà (fino alla località San Gottardo). Il comportamento della bici in salita è buono, anche se mi riservo il giudizio a tempi migliori, ovvero quando farà caldo e la condizione atletica sarà migliore.
A presto qualche foto della bici e altre news sul prosieguo della stagione 2008: per il momento sto procedendo alle formalità (visita medica e iscrizione alle gare).
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Ed eccomi qua ad annunciare l’arrivo della nuova bicicletta!
L’ho ritirata ieri sera.
Ecco le caratteristiche tecniche:
Telaio: LightSpirit By Isaia Bike
Forcella: Mic FF13
Gruppo: Shimano Ultegra 2008 Ice Grey
Ruote: Shimano WH-RS20 Black Version
Copertoni: Panaracer Extreme ZeroSlip Grip
Manubrio: Deda Newton
Attacco: Deda Zero100
Reggisella: Deda Black Stick
Sella: Selle Italia XC
Pedali: Keo Look Carbon
Portaborraccia: Karbona
Così montata, pedali inclusi, pesa poco meno di 7.7 kg, che diventano circa 7.3 kg con le ruote da DT Swiss RR-1450 che tengo per le granfondo e per le occasioni speciali.
Oggi ho percorso circa 115 km con lei sul lago di Garda e le sensazioni sono buone. Ho pure provato a fare una salita (non impegnativa) e il comportamento del telaio è stato molto buono.
Lo sterzo è molto sensibile e in alcuni frangenti ho dovuto fare attenzione nella guida.
La scatola del movimento centrale è molto reattiva e risponde prontamente ad ogni sollecitazione da parte delle gambe: in fuorisella sembra quasi che la bici voglia “scappare via” dal ciclista.
Non ho dei riferimenti precisi perchè il contachilometri deve ancora arrivare ed essere montato, ma domani mi attende un’uscita di gruppo.
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